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Dopo 4 anni dall’avvio del Decennio d’Azione per la Sicurezza Stradale

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Quattro anni sono passati dalla firma a Washington, al Secondo Meeting Mondiale delle ONG della sicurezza stradale, del Piano Decennio d’Azione 2011-2020 per la sicurezza stradale.

Tra gli obiettivi il ruolo delle città che saranno, nel decennio appena aperto, la nuova “frontiera” della sicurezza stradale e della nuova visione di mobilità “dolce”, sostenibile ormai non più rinviabile. E soprattutto l’impegno per gli Stati di promuovere un aumento dei finanziamenti per la sicurezza Strada e un migliore uso delle risorse disponibili, anche garantendo che i progetti di infrastrutture stradali tengano conto della sicurezza.

Il “tesoro” delle multe in violazione del Codice della strada è una componente finanziaria importante. Due miliardi di euro all’anno sono quasi 70 volte quanto lo Stato investe ogni anno (in media circa 30 milioni all’ anno quando li spende!) per l’attuazione del Piano nazionale per la sicurezza stradale.

Quello che dobbiamo pretendere non è solo l’attuazione di quanto la norma dell’articolo 208 del Codice prescrive. Ma anche la sua completa attuazione in ordine alle politiche per le utenze deboli (Pedoni, anziani, bambini, disabili, ecc), per l’educazione stradale, per i piani urbani del traffico (Isole ambientali ed altro), per la mobilità ciclistica. È la parte “pregiata” dell’articolo 208 che oggi non ha sostanzialmente finanziamenti come si evince dalla nostra indagine.

Ai comuni chiediamo di convocare consigli comunali straordinari per discutere delle cose da fare nel Decennio d’Azione: di costituire Uffici dedicati alla sicurezza stradale, di costruire con le organizzazioni economico-sociale un programma condiviso di utilizzazione di questi fondi rendendone trasparente la lettura, di finanziare progetti per l’assistenza alle vittime aprendo degli “sportelli” cittadini.

Occorre realizzare un Gentlemen’s agreement tra Istituzioni e società civile per correggere ciò che non va nelle deliberazioni dell’utilizzazione dei fondi dell’articolo 208 del Codice della strada.

La credibilità delle Istituzioni si gioca anche sul rapporto con i cittadini. La trasparenza è un bene prezioso. L’utilizzazione dei fondi delle multe è l’occasione per valorizzare il primo e praticare la seconda.

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